INTERVISTA A Marco Maffeis

Col 2024 parte anche lo speciale inserto della Gazzetta dei Felini della Brianza dedicato alle interviste agli atleti di casa nostra.
Il nostro primo intervistato è il mitico Marco Maffeis arrivato in punta di piedi nel 2012 ma che col passare del tempo è divenuto punto cardine della società.
Ha ricoperto la carica da presidente negli anni della pandemia, il suo impegno superlativo verso la società lo ha sempre contraddistinto in un pioniere nelle attività di squadra.
Nonostante abbia lasciato la carica da consigliere nell’anno appena passato resta comunque un punto di riferimento per tutti.
Da quest’anno è tornato dopo un po’ di anni un tesserato Fidal, la voglia di ripartire è più viva che mai!
E noi della redazione gli abbiamo fatto un po’ di domande per saperne di più su di lui.
Alla fine dell’intervista un piccolo omaggio, un simpatico video montato dalla vicepresidente Valentina Cabiati.

Qual è stata la tua principale fonte di aspirazione per iniziare a correre, com’è iniziata la storia nei Runners Desio?
Mio fratello (Andrea,ndr) correva nei Runners Desio, loro si allenavano al parco di Desio così
incuriosito ho voluto provare anch’io, nonostante fossi in sovrappeso.
All’inizio non riuscivo, troppa fatica anche per pochi km. Ma poi in un mese sono riuscito ad allenarmi con più costanza e così a settembre feci il mio debutto in una corsa da 10 km, la Strabareggia.
Dopo qualche settimana, a novembre, il passo concreto col tesseramento ufficiale.

Quali sono stati i tuoi primi obbiettivi?
All’inizio, i Runners Desio erano un piccolo gruppo, non era facile inserirsi, ma con costanza e una gran voglia di fare mi sono sempre più impegnato. Ho fatto la mia prima gara ufficiale nella Corsa dell’Angelo, una corsa da 10 km nella zona dei Castelli Romani (Monte Compatri,ndr) dove vivono i miei genitori.
Il bar in quegli anni era l’appuntamento fisso del giovedì. Non c’era la tecnologia di adesso per comunicare, li si ricevevano i consigli per le corse dai più anziani ed esperti.
Sentivo parlare di mezze e maratone, così mi sono fatto un programma per preparare la mia prima maratona, la scelta non poteva che essere la Maratona di Roma 2013, la città che ho sempre amato.
Un po’ una scelta folle, pensare di fare una maratona con meno di tre mesi di preparazione
.
Un programma facile, preparo una mezza e da quel tempo sviluppo la tattica per la maratona.
In poche parole volevo fare la maratona sotto le quattro ore.
Ma purtroppo non è andata così, alla fine la chiudo in 4h e 03. Di quel giorno non dimenticherò mai la via dei Fori Imperiali, la fatica, il dolore e la delusione di aver fallito l’obbiettivo.

Da quella delusione è partito tutto, la voglia di riscatto che mi ha portato ad ottenere risultati impensabili per me.
Quale gara ti è rimasta maggiormente a cuore e perché?
Il ricordo più bello lo conservo nella maratona di Treviso, sono andato lì per stare sotto le 3h e 30′, e ci sono riuscito, 3h 28′ 58″, volere è potere!
Ci sono stati dei momenti di delusione che non ti aspettavi dopo qualche gara?
-Il momento di delusione è arrivato quando non sono riuscito ad andare sotto il tempo di 1h 30′ nella mezza di Vittuone, li purtroppo ho capito che avevo raggiunto il mio limite.
Sappiamo che hai interrotto un lungo ciclo agonistico per problemi fisici, ad oggi come vedi un tuo ritorno tra le gare competitive? che obiettivi ti poni a lungo termine?
Gli infortuni sono stati il mio più grosso problema, in 10 anni ho dovuto fare due operazioni alle ginocchia, ma finalmente dopo un lungo stop di quattro anni ho ripreso con gli allenamenti e con calma mi sto riprendendo. Il prossimo 11 febbraio farò la mezza di Verona.
Cosa ti ha spinto alla candidatura per diventare consigliere e anche presidente dei Runners Desio?
Sentivo sempre più uno spirito di appartenenza ai Runners Desio, così mi sono candidato alle elezioni. Quelle votazioni sono state un successo, infatti ho preso più voti di tutti, ma non mi sentivo pronto per fare il presidente. Ho fatto la “gavetta” e alle successive votazioni sono stato eletto presidente. Due anni di presidenza dove ho dovuto gestire più problemi causati dal covid che per le corse. Successivamente altri quattro anni da consigliere.
Quale è il ricordo più bello che ti porti dietro questa esperienza?
Ho dedicato dieci anni per i Runners Desio, sempre con grossi successi. Ma il più importante rimane quello con la vittoria del campionato brianzolo, vinto contro una squadra veramente forte. È stata una cavalcata indimenticabile, rompevo le palle a tutti dalla mattina alla sera per partecipare. Pensare che in una gara siano venute novanta persone rimane un successo ancora mai raggiunto da nessuno. Poi come non citare la trasferta per la mezza di Bologna, vedere un pullman di due piani parcheggiato nella piazza rimane ad oggi una cosa incredibile.
Cosa ne pensi dello spirito dei Runners Desio e del tuo contributo che hai dato negli anni a questa squadra?
-Lo spirito dei Runners Desio è sempre stato quello dei combattenti. Ci siamo sempre distinti in ogni gara. Certo che con i miei tempi ho sicuramente motivato tante persone a dare il massimo impegno.
Che differenza c’è tra il Maffeis di ieri rispetto a quello di oggi, nel senso c’è ancora quella voglia di continuare a correre?
-Il Maffeis di ieri era una persona sempre spinta dal desiderio di migliorare, di voler correre su ogni distanza e terreno. Quello di oggi, ha saputo rimettersi in gioco con la voglia di provare quelle sensazioni che la corsa lascia anche alla fine di ogni allenamento. E’ questo che mi mancava e spero di averne sempre bisogno.
Sappiamo pure che sei un super tifoso della Roma, a tal proposito se il genio della lampada potesse esaudire un solo desiderio tra un tuo possibile PB sotto le tre ore in maratona o che la Roma vincesse la Champions League, tu cosa sceglieresti?
-Fra scendere sotto le tre ore e la vittoria della Champions League sceglierei la vittoria della Roma, senza nessun dubbio, il mio amore per la Roma va oltre ogni limite!
Cosa ti auguri per futuro della società?
-Per la società auguro senz’altro un futuro migliore, so che sarà sempre più difficile continuare a migliorarsi ma ho anche voluto lasciare il direttivo perché consapevole di aver trovato delle persone che possono sicuramente continuare a fare bene e orientarsi sempre su nuovi obiettivi. Grazie mille per questo viaggio!

Grazie a te Marco per averci raccontato qualcosa su di te, avremmo potuto raccontare tanto altro ancora, ma la gente che ti conosce sa benissimo della tua simpatia e generosità verso gli altri.


La prima rubrica Intervista finisce qui, sperando in futuro di conoscere altri nostri atleti con i loro racconti!

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