

Perché Atene?
- Davide, cosa ti ha spinto a scegliere proprio la Maratona di Atene come “grande finale” della tua avventura da runner?
- Che cosa rappresenta per te correre su un percorso così storico?
- Quando ti è venuta la voglia di dire: “Ok, questa sarà la mia ultima grande maratona”?
La scelta di Atene è stata dettata dalla storia, tutto è cominciato lì, la corsa di Filippide da Maratona fino ad Atene per annunciare la vittoria sui Persiani.
Percorrere quel percorso è stato rivivere tutte le emozioni provate in questi anni, la gioia del traguardo, la fatica della preparazione, gli amici con cui hai condiviso tante soddisfazioni.
Scegliere Atene per me è stat la chiusura di un cerchio, finire dove tutto è iniziato.
La decisione di dire “questa sarà la mia ultima maratona” è maturata in questi ultimi 2 anni, quando il mio fisico mi lanciava dei piccoli segnali e il recupero delle forze dopo attività intense era sempre più lungo.
Emozioni vere
- Come ti sentivi alla partenza? Più emozionato, teso o semplicemente felice di esserci?
- C’è stato un momento durante la gara in cui ti sono tornati in mente tutti gli anni di corsa?
- Che sensazione hai provato entrando nello Stadio Panathinaiko?
In partenza in realtà ero tranquillo, la preparazione c’era, la determinazione per finirla anche, l’attesa è stata un pò lunga da gestire, siamo arrivati a Maratona 1ora e mezza prima del via, non c’erano spazi dove ripararsi e c’era qualche scroscio di pioggia.
Durante la corsa non ho pensato agli anni passati, ma ho cercato di pensare come gestire le forze, ma soprattutto con i miei compagni d’avventura Cristina e Marco è stato bello spronarci a vicenda.
Entrare nello stadio di marmo bianco, completamente pieno di spettatori, lo stadio della I° Olimpiade, è un’emozione indescrivibile, da pelle d’oca…. all’ingresso ho pianto
La preparazione da amatore
- Come ti sei organizzato per preparare una maratona così impegnativa mentre gestivi anche la vita di tutti i giorni?
- Rispetto alle altre maratone che hai corso, cosa ti è sembrato più speciale o diverso ad Atene?
- Hai scoperto qualcosa di nuovo su te stesso durante questa esperienza?
Per prepararmi ho seguito la tabella che mi aveva fatto alcuni anni fà un allenatore dei Runners Desio, seguendo la quale, nelle precedenti maratone ho sempre tagliato il traguardo, ma soprattutto non avuto problemi fisici, si un pò di acido lattico o qualche indolenzimento.
Per quanto riguarda il tempo da dedicare alla preparazione, attività più faticosa della gara per me, fortunatamente essendo dipendente INPS (leggesi pensione) non ho sacrificato tempo alla mia famiglia. Ho fatto i famosi lunghi scegliendo tra le tante gare disponibili.
Rispetto alle altre maratone non ho trovato differenze, se non la particolarità del percorso con dislivello, di certo mi sono reso contro che se penso ad un obiettivo riesco concentrarmi per raggiungerlo
Guardando alla tua storia da runner
- Quali sono i momenti più belli della tua “carriera” da corridore amatoriale?
- Ti sembra davvero un cerchio che si chiude? Se sì, in che modo?
- C’è qualcosa che cambieresti nel tuo percorso oppure ogni passo—anche quelli più duri ti ha portato dove sei oggi?
Momenti belli in questi anni ce ne sono stati tanti e ce ne saranno ancora, sfogliando le pagine dei ricordi certo la prima maratona fatta Ravenna, ma fortunatamente col gruppo di amici che ho trovato correndo sono state tutte gare belle, fatica ma tanta allegria. Certo poi le gare in cui fai il tuo PB sono un ricordo particolare.
Comunque il cerchio che si chiude è quello della maratona e si è chiuso nel modo in cui l’ho sempre immaginato, ma la voglia di correre non è finita, ci sono le mezze, i 10k, i trail e tanti luoghi ancora da visitare, non cambierei niente di quello che ho fatto e vorrei continuare a fare
Messaggi agli altri amatori
- Che consiglio daresti a chi sogna di arrivare a correre una maratona come te?
- Come si fa a trovare la motivazione per allenarsi nei giorni in cui proprio non ne hai voglia?
- Cosa ti ha insegnato la corsa nella vita quotidiana?
Se posso dare un consiglio, visto che non siamo atleti professionisti, ascoltate il vs corpo, ascoltate il vs cuore, ma soprattutto un obiettivo deve essere chiaro ben valutato. La motivazione secondo me è la linea di partenza e la linea del traguardo, sapendo che dopo ci sono amici con cui condividere le fatiche, e
perché no sfottersi un pò.
Terminare una maratona non è solo un risultato agonistico, ma soprattutto una vittoria per il tuo carattere
Il dopo maratona
- Dopo un’avventura così intensa, cosa ti aspetta? Ti prendi una pausa o hai già qualche idea in mente?
- Pensi di rimanere nel mondo della corsa magari accompagnando amici, facendo da pacer o semplicemente continuando per piacere?
- Come immagini il tuo rapporto con la corsa adesso che hai raggiunto questo traguardo speciale?
Atene è stata solo l’ultima maratona, la passione per la corsa continua, non mi fermo ho già messo in calendario qualche corsa per il 2026. Vorrei correre gare che non ho fatto in questi anni, qualche città non vista, sempre in compagnia con gli amici di sempre e perché no, nuovi.
DAVIDE PICCOLOTTO
