

Intervista a Fabrizio Conte
Neo maratoneta alla Milano Marathon
Partiamo forte
Fabrizio, dicci la verità… ma chi te l’ha fatto fare di iscriverti a una maratona?
La grinta e la voglia di vincere una sfida con me stesso. Vedevo la maratona come un limite da superare… e mi ha portato a raggiungere questo fantastico obiettivo, anche grazie al vostro supporto.
Perché proprio Milano? Colpo di testa o sogno nel cassetto?
Un po’ tutte e due le cose: un sogno che aspettava solo il momento giusto per diventare realtà.
Verso la partenza
La notte prima della gara: dormito o occhi spalancati?
Non ho dormito! Troppa adrenalina… altro che pecore.
Sulla linea di partenza: più emozione o più “ma chi me l’ha fatto fare”?
Decisamente più emozione che paura. Era il momento che aspettavo.
La preparazione (quella vera!)
Allenamenti: più fatica o più soddisfazione?
Allenamento un po’ spartano: la settimana prima ho fatto due uscite di camminata veloce, una da due ore e mezza e una da tre ore, per testare la resistenza.
Il giorno in cui volevi mollare tutto… e invece sei uscito lo stesso?
Più che mollare, volevo capire fin dove potevo arrivare. E questo mi ha spinto ad andare avanti.
Chi ti ha supportato durante questo periodo?
Tutti quelli che mi sono stati vicino… e soprattutto il gruppo, che è stato fondamentale.
Il muro (quello famoso!)
Il “muro” l’hai incontrato?
No, sono arrivato al 35° km ancora in forma.
In quel momento: gambe dure o testa dura?
Testa lucida e ritmo tranquillo: modalità light, ed è stata la chiave.
Hai mai pensato “mi fermo qui”?
No, ormai ero in modalità “arrivo fino in fondo”.
Il traguardo
Gli ultimi metri: li hai goduti?
Bellissimi! Tantissimo tifo e un’atmosfera incredibile.
Appena tagliato il traguardo?
Mi sono detto: “Sono un grande, ce l’ho fatta!”
La prima cosa che hai pensato?
Finalmente ho raggiunto questo obiettivo.
Dietro la medaglia
A chi dedichi questa maratona?
A mio nipote Marcello, di nove mesi, e ai suoi genitori Giulia e Lorenzo.
Quanto conta il supporto lungo il percorso?
Tantissimo. Il tifo e il gruppo fanno davvero la differenza.
Post gara serio
Subito dopo: acqua, birra o cibo?
Una bella birra fresca!
E il cibo?
Stranamente zero fame… dopo le gare mi passa completamente.
E adesso?
Era “una e basta” o sei dentro al tunnel?
Direi dentro al tunnel!
Prossimo obiettivo?
La Venice Marathon… e migliorare il tempo.
Domanda secca
La maratona in una parola?
“Possibile.”
Lo rifaresti?
Assolutamente sì. È qualcosa che sembra impossibile… ma è alla portata di tutti, con preparazione, testa, cuore e grinta.
