
Pillola di Corsa:
Fartlek – il gioco dei cambi di ritmo
Il termine Fartlek viene dallo svedese e significa letteralmente “gioco di velocità”.
Ed è proprio questa la sua caratteristica principale: alternare, all’interno della stessa corsa, momenti a ritmo diverso, giocando con velocità, intensità e recupero.
Il Fartlek é un vero e proprio allenamento che ci insegna a cambiare ritmo, a gestire lo sforzo e ad ascoltare le sensazioni del nostro corpo.
Possiamo, ad esempio, alternare:
- tratti più veloci e tratti più lenti;
- accelerazioni brevi ma non troppo intense;
- tratti più lunghi a ritmo abbastanza sostenuto;
- recuperi attivi correndo non troppo lentamente, senza mai fermarsi.
E qui arriva una delle differenze più interessanti rispetto alle classiche ripetute.
Nelle ripetute abbiamo generalmente distanze, tempi e recuperi ben definiti, ma anche e, soprattutto, ritmi più intensi, intorno alla soglia anaerobica, con recupero da fermo o attivo a ritmo molto blando, per consentire un recupero più completo.
Nel Fartlek, invece, abbiamo una maggiore libertà nella gestione delle variazioni di ritmo, con ritmi meno intensi ma recuperi meno completi.
Possiamo quindi adattare il lavoro alle sensazioni, al percorso e alle condizioni della giornata.
Ed è proprio questa libertà a renderlo uno strumento molto interessante.
Con il Fartlek alleniamo:
✅ La capacità di cambiare ritmo.
✅ La gestione dello sforzo.
✅ La capacità di correre a velocità diverse.
✅ La risposta cardiovascolare.
✅ La consapevolezza delle proprie sensazioni.
E non è necessario essere runner esperti per farlo.
Un Fartlek può essere adattato al livello di chi lo esegue. L’importante è imparare a cambiare ritmo mantenendo il controllo del proprio corpo.
Perché correre non significa sempre mantenere lo stesso ritmo, la corsa è fatta di continue variazioni di passo.
Imparare a gestirle durante l’allenamento ci rende più preparati quando arrivano davvero.
Il Fartlek non ti insegna ad andare più veloce. Ti insegna a sapere come accelerare senza arrivare al limite, come rallentare senza mollare troppo il ritmo e, soprattutto, a gestire il passaggio dall’uno all’altro

Runner's Desio