
Pillola di Corsa – Infortunio: è cambiato l’approccio nel modo di curarlo
Per molti anni, davanti a un dolore o a un infortunio, il runner si sentiva dire quasi sempre: “Fermati!”
Riposo assoluto, ghiaccio e attesa erano spesso la regola.
Per chi se lo ricorda, il famoso RICE: l’acronimo di Rest (riposo), Ice (ghiaccio), Compression (compressione) ed Elevation (elevazione), protocollo considerato per anni fondamentale nel trattamento immediato degli infortuni muscolari e articolari.
Oggi, invece, la medicina dello sport e la fisioterapia hanno cambiato molto approccio.
Attenzione: questo non significa che il riposo non serva più, anzi!
Nelle fasi acute o negli infortuni importanti può essere necessario ridurre o sospendere temporaneamente l’attività.
Ma nella maggior parte dei casi si cerca di evitare l’immobilità totale prolungata.
Perché?
Perché muscoli, tendini, articolazioni e perfino l’osso hanno bisogno di stimoli meccanici per mantenersi efficienti.
Un carico corretto e controllato aiuta i tessuti a:
✔️ mantenere forza e funzionalità
✔️ favorire circolazione e metabolismo
✔️ migliorare la capacità di adattamento
✔️ ridurre i tempi di recupero
Oggi infatti il medico sportivo o il fisioterapista difficilmente “spegne” completamente il runner.
Più spesso modifica il carico:
-
- meno intensità
- meno volume
- esercizi specifici
- attività alternative
- recupero attivo
L’obiettivo non è ignorare il dolore, ma trovare il giusto equilibrio tra protezione e movimento.
Naturalmente ogni infortunio è diverso e non esiste una regola valida per tutti: ci sono situazioni in cui fermarsi è fondamentale e altre in cui muoversi bene aiuta a guarire meglio.
Oggi la parola chiave non è più solo “riposo”, ma: gestione intelligente del carico.
Nelle prossime pillole parleremo dei principali infortuni che più ci coinvolgono.
