
Siamo nel pieno della preparazione invernale.
Da qui in poi parte il countdown verso quel giorno: il giorno della Gara, quello in cui ogni atleta raccoglie i frutti di mesi di duro lavoro.
Nelle mie programmazioni inserisco spesso un lunghissimo in gara prima della Gara, soprattutto quando si parla della distanza regina.
I miei atleti più esperti lo sanno: all’inizio l’idea viene messa in discussione… poi, una volta provata, capiscono subito il perché.
I neofiti, o chi è nuovo alla mia programmazione, si sentono subito fuori dalla propria comfort zone, vivono questo passaggio con un po’ di timore.
“Ma come Coach… devo fare una maratona prima della mia maratona?”
Premessa fondamentale: tutto va sempre valutato in base all’atleta e all’obiettivo.
Ovviamente questo lunghissimo non va corso con le stesse modalità con cui si affronterà la Gara per cui ci si è duramente preparati.
Ma allora… perché?
Il giorno della Gara, soprattutto le prime volte, si è agitati.
C’è l’ansia pre-gara, mille dubbi in testa, emozioni che travolgono ancor prima della partenza.
Averle già vissute e testate in una gara usata come allenamento è un aiuto enorme.
Provare abbigliamento e scarpe.
Gestire il pre-gara e l’alimentazione.
Stare in mezzo agli altri atleti, condividere spazi, griglia di partenza, emozioni e percorso.
E imparare a risolvere quei fastidi che, guarda caso, arrivano solo in gara.
Quante volte sento dire:
“Ma in allenamento non mi è mai capitato!”
Sono dettagli che spesso trascuriamo, ma che il giorno della gara diventano problemi proprio perché mai sperimentati.
Anche bere male a un ristoro può fare la differenza.
“Sciocchezze?”
Chiedetelo all’agonista che ha mancato il personal best per due secondi.
Quei due secondi, spesso, sono proprio lì: un ristoro gestito male.
I miei atleti lo sanno bene: fare una gara prima della Gara, non è “consumarsi”, è arrivare a quel giorno preparati, lucidi e pronti a gestire qualsiasi imprevisto.
Allenarsi in gara fa solo bene, sempre, perché in gara ogni singolo gesto conta
